Incontro con la scrittura al femminile

 

Ilario Quirino – Paesaggio siciliano


Incontro con la scrittura al femminile

Estratto dalla prefazione a “La Cucchiara, una famiglia siciliana”, di Ada Zapperi Zucker (Verlag Ohne Geld, Marzo, 2015)

Ho fatto conoscenza con la scrittrice Ada Zapperi Zucker nel corso della prima edizione di Thrinakìa, il concorso internazionale di scritture autobiografiche dedicate alla Sicilia che ho avuto la soddisfazione di ideare e avviare nel 2012. L’appagamento più grande, dedicandomi con passione al progetto culturale promosso dall’Organizzazione di volontariato Le Stelle in Tasca, è stato suscitato dall’incontro con le persone che hanno partecipato al concorso. Un’esperienza straordinaria ed entusiasmante, condivisa con tutte le autrici e gli autori finalisti che si sono ritrovati in Sicilia, nella città di Catania, nel mese di dicembre del 2013.

Mi piace pensare che l’incontro con Ada Zapperi Zucker sia stato un incontro predestinato, non un incontro causale, e che la considerazione e la fiducia che lei ha riposto fin dal primo momento in Thrinakìa, siano state un ulteriore segnale disposto su un cammino comune in sintonia con i valori etici della persona, della comunità, e della scrittura.

I tre matrimoni della Cucchiara è il titolo del testo che abbiamo ricevuto e apprezzato, sollecitandoci a considerare e anticipare, premiandolo con una menzione di merito fra le opere ammesse fuori concorso, una sezione dedicata espressamente alle biografie, le storie di vita di persone vissute in Sicilia. Era l’espressione più rilevante di un progetto di scrittura, ancora non realizzato, che questo libro affida infine alla nostra lettura. La Cucchiara, donna Ciccia, è una figura dominante nella famiglia dell’autrice, e sovrasta i racconti che compongono un’opera di edificazione e approfondimento della storia di una famiglia siciliana, ergendosi come «un archetipo femminile dal quale discendiamo noi tutte, donne del XX secolo, che lo si voglia o no».

Condivido totalmente le parole dell’autrice, riferite allo scambio epistolare di questi ultimi mesi sul suo lavoro di scrittura, e sono partecipe dei suoi pensieri e considerazioni. In riferimento alla molteplicità di generi e forme di espressione letteraria, questo libro è un’opera alla frontiera tra l’autobiografia, la biografia e il romanzo familiare. Il patto con i lettori, su cui si fonda ogni genere di scrittura, è costruito sulla figura della Cucchiara in uno spazio estetico nel quale sono narrate le vite di persone che divengono dei personaggi, e che rappresentano l’esperienza di una umanità collocata in un preciso momento storico, a cavallo tra la fine del diciottesimo secolo e l’inizio del ventesimo secolo.

La realtà che qui è messa in movimento dalla scrittura, viene rappresentata da una figura femminile situata, proseguendo nell’ascolto delle parole di Ada Zapperi Zucker, «nella parte più profonda di me, e potrei dire, nella parte più primitiva, forse istintuale, che cova in tutti noi», e verso la quale ci possiamo identificare in quanto «ci portiamo tutti una Cucchiara dentro e non ne siamo coscienti».

L’incontro con Ada Zapperi Zucker è stato l’incontro con la donna Cucchiara, la cui presenza aleggiava nella storia e nella vita della scrittrice. L’incontro dei lettori con Ada Zapperi Zucker sarà l’incontro con la scrittura al femminile.

Le donne di cui queste pagine narrano, ci rivelano tutta la problematicità delle relazioni di genere che anticipa la modernità affermando la propria differenza, in modo inconsapevole e istintivo, rispetto ad un mondo, quello degli uomini, del quale queste ultime ne sono estranee. Il corpo poetico della donna si sostanzializza nel desiderio di riscattare e liberare il corpo fisico della donna. «Essere padrona del proprio corpo, non subire violenza… il paradiso in terra, altro che volontà di Dio!» La figura della Cucchiara e quella di Agata la Cucchiaredda, rappresentano in modo emblematico questo rapporto di filiazione che riposa su nuove categorie interpretative della relazione tra donne e uomini.

La tragedia culturale che raccontano è sofferta in silenzio, il rischio di procedere verso un annullamento totale è vissuto con angosciosa coscienza, ma è tormentato e sottomesso il percorso spontaneo e radicato nella consapevolezza della differenza della donna che non si caratterizza come semplice rivendicazione di uguaglianza tra i sessi. L’immagine che Agata evoca, un sogno da narrare ed esplorare, supplisce a questa coscienza fragilizzata e permette di meditare sul senso del tutto, sulla sofferenza di questa condizione di sofferenza femminile. «In seguito, non più bambina, sognò spesso di trovarsi in cima a una scala, in bilico fra cielo e terra, fra realtà e desiderio di evasione, in fuga da una vita che non aveva certo desiderato in quella forma. E nel sogno nessun muro, nessun albero di fichi, nessuna via di scampo: davanti il vuoto, dietro il vuoto. Ferma sull’ultimo gradino, in attesa… tutta una vita di attese. Davanti il vuoto, dietro il vuoto.»

Orazio Maria Valastro

One thought on “Incontro con la scrittura al femminile

  1. La ringrazio di aver pubblicato questa prima parte della sua esaurientissima prefazione che ha onorato il mio libro. Le sue osservazioni, il suo punto di vista sociologico hanno dato una nuova prospettiva a tutto il mio lavoro. Certo un sociologo ha un punto di vista diverso di un critico letterario e nel caso mio, di certo il più appropriato: per me in ogni caso un fortunato incontro!

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